Sei questioni per la Taranto del futuro

Su quali questioni tenere accesi i riflettori per capire cosa attende la città dei due mari?

La città di Taranto si trova a percorrere in questi mesi uno dei molti tornanti della sua millenaria Storia. Certo, non sarà una curva così memorabile a confronto di una guerra contro Roma, di un’invasione saracena o anche “banalmente” di un bombardamento alleato durante la Guerra (stiamo parlando della Notte di Taranto, a cui si ispirarono i giapponesi per l’attacco a Pearl Harbor), ma l’ormai vicinissima scadenza del 2026 potrebbe davvero essere una svolta importante per la città dei due mari.

Tanta carne a cuocere

Si potrebbe sintetizzare così, in maniera un po’ semplice ma efficace, quello che sta accadendo in riva allo Ionio: tanta carne a cuocere. Progetti di ogni tipo, cantieri partiti, cantieri fermi, cantieri da avviare, concorsi di idee, fonti di finanziamento. A dominare su tutto, il grande evento dei Giochi del Mediterraneo, che viene a coincidere con la scadenza della maggior parte dei progetti del PNRR. Il 2026, appunto.

Mentre iniziamo l’avventura di questo blog, allora, non possiamo non porci una domanda: come sarà la Taranto del futuro? Come fare per immaginarla?

Per rispondere ci siamo interrogati su quali siano le più importanti questioni aperte e da tenere d’occhio, come proveremo a fare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Ne abbiamo selezionate sei, su cui facciamo rapidamente il punto.

L’ospedale

Chi frequenta abitualmente la provinciale 105 (ma anche chi frequenta il centro commerciale Porte dello Jonio e alza un po’ lo sguardo) lo ha gradualmente visto prendere forma negli ultimi tre anni. L’ospedale San Cataldo è ormai una realtà. L’enorme edificio è pressoché completo e dalla strada si iniziano perfino a vedere gli alberi che, una volta cresciuti, dovranno fare ombra al grande parcheggio esterno. Tuttavia, l’estate del San Cataldo è stata estremamente travagliata, a causa del tira e molla fra il Governo nazionale e quello regionale sui fondi (105 milioni di euro, per l’esattezza) necessari per riempire l’avveniristico edificio delle attrezzature necessarie a trasformarlo in un ospedale vero e proprio. Lo sblocco è stato finalmente annunciato lo scorso 4 agosto.

Tuttavia, manca ancora una risposta ad una domanda fondamentale: una volta inaugurato il nuovo ospedale, che ne sarà del Santissima Annunziata?

La mobilità

Annunciato in grande stile qualche giorno fa l’ingresso in servizio di 56 nuovi autobus ibridi e 5 minibus elettrici, in realtà il progetto più ambizioso è quello delle due linee di autobus rapidi BRT (Bus Rapid Transit) che dovranno interconnettere le estremità più lontane della città attraversandola completamente da parte a parte. Si tratta di un progetto complesso di cui nelle prossime settimane approfondiremo in maniera dettagliata il funzionamento e il percorso.

Il Palazzo degli Uffici

Con la sua storia secolare, la sua mole imponente e la posizione che non potrebbe essere più centrale, il Palazzo degli Uffici (o, come preferisce chiamarlo l’attuale amministrazione comunale, Palazzo Archita) è un simbolo delle contraddizioni di Taranto e della sua necessità di trovare riscatto. Il palazzo è chiuso da oltre dieci anni ed è stato oggetto di lunghi contenziosi. Oggi sembra di essere finalmente in condizioni di ripartire. A luglio è stato affidato l’incarico per lo svolgimento delle prove ed indagini propedeutiche alla redazione del progetto definitivo e l’assessore ai lavori pubblici Mattia Giorno, in un’intervista rilasciata alla Gazzetta del Mezzogiorno, si è addirittura sbilanciato a dire che la gara d’appalto per il lavoro di riqualificazione delle facciate potrebbe partire fra la fine del 2023 e l’inizio del 2024.

Quello che, però, fa discutere è la destinazione d’uso. Cosa farne di un palazzo così imponente? Le risposte sono molte, e in contrasto fra loro…

Gli stadi

Si fa un gran parlare dello stadio “Iacovone” e della sua ristrutturazione, soprattutto dopo il duplice incendio dei giorni scorsi. Ma forse sarebbe più corretto parlare di “stadi”, al plurale, perché non è solo lo Iacovone a dover conoscere il proprio destino (che dovrebbe andare verso una radicale riqualificazione, ma non un vero rifacimento). Infatti, gli stadi di cui Taranto ha bisogno sono almeno altri due. Quello di atletica leggera, sempre alla Salinella, il cui cantiere va avanti a singhiozzo ormai da anni, e quello del nuoto, che secondo i piani dovrà sorgere nell’area militare della Torre d’Ayala, nei pressi della Cittadella delle Imprese, in viale Virgilio. Un progetto estremamente ambizioso ma non privo di criticità, a cominciare dalla gestione: cosa ne sarà una volta terminati i Giochi?

La ferrovia

Non si può pensare il futuro di Taranto senza guardare anche verso l’esterno, e in particolare ai collegamenti. Dal punto di vista ferroviario gli occhi devono essere aperti su due progetti: quello di completa riqualificazione della stazione e realizzazione del nuovo terminal di interscambio in via della Croce, realizzato da Rete Ferroviaria Italiana e dal Comune di Taranto, e quello di potenziamento della tratta ferroviaria Taranto-Battipaglia, che dovrà consentire ai treni di raggiungere i 200 km/h e allacciarsi, così, alle linee dell’alta velocità già esistenti che partono da Napoli.

La scadenza dei due progetti? Neanche a dirlo, il 2026…

La Città Vecchia

La madre di tutte le questioni, però, non può che essere, ancora e sempre, la Città Vecchia.

I progetti che hanno ad oggetto l’isola sono numerosissimi, in gran parte finanziati attraverso i fondi del Contratto Istituzionale di Sviluppo.

I più importanti, sui quali approfondiremo nelle prossime settimane, sono senza dubbio la riqualificazione delle due piazze principali (piazza Castello e piazza Fontana), il recupero delle pavimentazioni storiche in pietra oggi sepolte dall’asfalto e soprattutto il social housing, che dovrebbe recuperare alla fruizione la parte di città chiusa e inaccessibile che corrisponde al tratto centrale di via di Mezzo.

Uno scenario complesso, tanta attenzione necessaria

Sono tanti, dunque, i fronti su cui Taranto prova a disegnare il suo futuro. Sulle pagine di questo blog proveremo a raccontare i più importanti e a fornire una guida semplice per orientarsi fra questioni complesse.

Seguiteci!

Author: Alessandro Greco

Docente di Italiano e Storia e giornalista pubblicista. Dal 2015 collabora con "La Vita in Cristo e nella Chiesa", fra le più autorevoli riviste italiane di liturgia, con contributi principalmente sul mondo giovanile e sulla Letteratura (con articoli tradotti all'estero). In passato ha scritto per Nuovo Dialogo e soprattutto per il CorrierediTaranto.it, per il quale è stato prima cronista sportivo e poi cronista politico, sino al 2022. Ha collaborato brevemente anche con "L'Edicola del Sud". È co-autore del documentario in dieci puntate "Taranto, la città nella città - Guida ai vicoli per tarantini distratti (e turisti curiosi)".

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