Che futuro passa da Nasisi?

Rete Ferroviaria Italiana ha dato il via alla gara per la nuova stazione di Nasisi. Un passato che si colora di futuro

La fine dell’anno ha portato un piccolo regalo per la mobilità tarantina. Infatti, Rete Ferroviaria Italiana (la società del gruppo Ferrovie dello Stato che gestisce le infrastrutture ferroviarie in tutta Italia) ha finalmente annunciato l’avvio della gara per la progettazione esecutiva della nuova stazione di Taranto Nasisi.

Cos’è oggi la stazione Nasisi

Oggi la stazione di Nasisi è poco più che un relitto, ma la sua posizione rimane strategica. Posizionata fuori dall’ingorgo del centro abitato che ingloba la stazione centrale, è però sufficientemente vicina per poter rappresentare un ottimo polo sia per le merci che per i passeggeri.

Cosa sarà la stazione Nasisi

Secondo il progetto presentato alla stampa da RFI, la nuova stazione di Nasisi sarà “un terminal intermodale ferro-gomma”, che consentirà non solo ai passeggeri della linea Taranto-Brindisi, ma anche a quelli della Taranto-Bari (che sarà appositamente collegata) una via di accesso differente alla città, prendendo da qui gli autobus urbani ed extraurbani senza intasare il centro e la zona di Porta Napoli. Giova ricordare, in proposito, che in variante rispetto al progetto originale anche le linee dei nuovi autobus rapidi BRT avranno una fermata a Nasisi.

Insomma, una grande conquista per la mobilità. Ma se vi dicessimo che si può fare anche meglio?

Cosa potrebbe essere la stazione Nasisi

In pochi lo sanno e ancora meno lo ricordano, ma prima di essere una fermata a servizio quasi esclusivo del centro siderurgico la stazione di Nasisi era il punto di partenza di una linea ferroviaria oggi dismessa, che aggirava il Mar Piccolo e finiva addirittura in Arsenale.

La ferrovia “Circummarpiccolo” (così impropriamente chiamata per assonanza con la vicina strada provinciale 78) partiva da Nasisi, si dirigeva verso San Giorgio Jonico per poi tornare indietro ed effettuare tre fermate: Cimino, Collebasso e Arsenale, come si può vedere dalla mappa riportata sul sito www.ferrovieabbandonate.it.

Di questa ferrovia si è parlato molto negli anni per immaginarne nuovi utilizzi. È del 2022, ad esempio, un’interlocuzione fra Comune, Regione e Associazione Treni Storici Puglia per progettare un recupero della linea ferroviaria per renderla percorribile con i treni storici che in altre parti d’Italia costituiscono ormai una grande risorsa per il turismo. Del resto, il progetto è meno impegnativo di quanto sembrerebbe, in quanto sebbene abbandonata da decenni la linea è ancora oggi quasi completamente visibile.

Tuttavia, visto e considerato che la ferrovia collegherebbe un terminal intermodale come quello nascente di Nasisi al parcheggio di interscambio degli autobus urbani ed extraurbani di Cimino, recentemente inaugurato, come si fa a non pensare che un recupero della linea ferroviaria potrebbe anche servire per un ordinario collegamento ferroviario, quasi una metropolitana di superficie?

I tempi

Mentre fantastichiamo di queste cose, però, diamo qualche ultima informazione sul progetto della nuova stazione. Secondo le informazioni diffuse da Rete Ferroviaria Italiana, la piena operatività è prevista per il 2026. Stesso anno entro cui, sempre secondo RFI, sarà ultimata la ristrutturazione completa della stazione di Taranto centrale.

Author: Alessandro Greco

Docente di Italiano e Storia e giornalista pubblicista. Dal 2015 collabora con "La Vita in Cristo e nella Chiesa", fra le più autorevoli riviste italiane di liturgia, con contributi principalmente sul mondo giovanile e sulla Letteratura (con articoli tradotti all'estero). In passato ha scritto per Nuovo Dialogo e soprattutto per il CorrierediTaranto.it, per il quale è stato prima cronista sportivo e poi cronista politico, sino al 2022. Ha collaborato brevemente anche con "L'Edicola del Sud". È co-autore del documentario in dieci puntate "Taranto, la città nella città - Guida ai vicoli per tarantini distratti (e turisti curiosi)".

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