Fede e turismo. A Taranto si può

La nostra Settimana Santa gode di fama naturale. Fosse supportata con adeguate strategie di marketing, senza intaccarne la sacralità, diventerebbe un punto di forza della nostra economia

Sono i giorni della preghiera. E anche di polemiche striscianti. E’ così ormai da decenni. Perchè i Riti della Settimana Santa di Taranto suscitano sentimenti differenti. Quelli mistici per quanti credono nel Signore e s’immergono completamente nella Passione di Cristo. E quelli di chi non sopporta le cifre spese per garantirsi un simbolo nelle processioni. Poi, però, tutti in strada per vivere i pellegrinaggi. Vuoi per un momento di Fede, vuoi per vivere a modo proprio un momento di comunità. Taranto è questa. Contrasti che sopravvivono. Eppure, i Riti di Taranto godono di fama naturale, privi di campagne promozionali e strategie di marketing. Per certi versi, un fenomeno popolare fuori dagli schemi. Fascinoso e misterioso e bellissimo, a prescindere.Veniamo al punto. Spesso ci chiediamo come mai la Settimana Santa tarantina non abbia supporti promozionali che possano agevolare flussi turistici maggiori rispetto a quelli, diciamo così, fisiologici: i turisti che giungono a Taranto in questi giorni sono attratti dalla fame di cui godono i Riti, dal tam tam che naturalmente li pubblicizzano. Insomma, a parte sporadiche iniziative di marketing negli anni, non ci sono campagne mirate, forti di iniziative in città che supportino questi giorni e perciò capaci di attrarre maggiormente il turista a caccia di esperienze diverse. Convegni, incontri tra le diverse Fedi, mostre, musica, arredo urbano dedicato, pacchetti turistici accattivanti, itinerari religiosi e tanto tanto altro ancora, con una regia capace di coordinare idee e attori, potrebbe diventare un percorso in grado di produrre economia senza per questo intaccare il valore sacro dei Riti.In un articolo del sito www.rivistailmulino.it, a firma di Giovanna Rech, dell’ottobre scorso, a proposito di turismo religioso, tra l’altro si legge: “La religione costituisce una componente importante della cultura, ed è pertanto oggetto di una certa visibilità nell’ambito della promozione turistica”.Prosegue l’articolo che “considerando i dati Istat nell’indagine campionaria dedicata a “Viaggi e vacanze”, la sola motivazione religiosa costituisce, in generale, una parte residuale di tutte le vacanze, restando nella serie storica 2014-2022 sempre sotto il 2%: prevalgono motivazioni come il piacere e lo svago o la visita a parenti e amici, che da sole motivano più di nove vacanze su dieci. La motivazione religiosa si concentra soprattutto sulle vacanze brevi (1-3 giorni) dove, negli ultimi sette anni, ha oscillato fra lo 0,5% e il 2%: con una certa approssimazione si può affermare che, nel 2022, le vacanze brevi per motivi religiosi e di pellegrinaggio sono state poco più di 167 mila, rispetto ai quasi 21 milioni di vacanze effettuate nello stesso anno… Anche Federturismo Confindustria ha curato recentemente un report dedicato al turismo come pilastro dell’economia dell’esperienza e quantifica il valore dell’esperienza spirituale in Italia, nel 2022, in 1,3 miliardi di euro. Nell’aprile scorso, Enit ha poi pubblicato un focus dedicato al turismo religioso dove analizza le conversazioni online riguardanti quello che viene definito il turismo religioso, ma che – di fatto – valuta l’interesse suscitato da alcuni cammini, italiani ed europei”.Certo, nessuno può pretendere che Taranto possa competere con città come Roma, Assisi, Loreto, giusto per ricordare quanto queste attraggano milioni di turisti per il sol fatto di essere custodi della Fede cristiana. Però, un certo appeal Taranto lo possiede e può senza dubbio rappresentare, almeno nei giorni dei Riti, una mèta di un certo interesse. Quindi, può promuovere Cultura religiosa e produrre economia.Insomma, quando si afferma che Taranto è una città potenzialmente in grado di proporre economia differente rispetto a quanto siamo abituati, non si è lontani dalla verità. Questa è una città dai problemi complessi, poco identitaria, con una economia in grandissima sofferenza e che va svuotandosi di energie giovanili. Eppure, resta una città che potrebbe offrire e ricevere tanto se soltanto riuscisse a sfruttare la sua Storia, il suo enorme patrimonio culturale, la sua bellezza. E la nostra Settimana Santa è di sicuro uno dei punti di forza sui quali puntare.

Author: Marcello Di Noi

Giornalista pubblicista da oltre 30 anni, è stato a lungo collaboratore del 'Corriere del Giorno', storica testata giornalistica tarantina purtroppo non più in edicola, occupandosi di Sport e principalmente del Taranto, oltre che di pallavolo, contemporaneamente scrivendo per 'La Gazzetta dello Sport'. Ha poi diretto il mensile di cultura e spettacoli free press 'PiGreco', per poi passare a dirigere il quotidiano TarantOggi. Successivamente ha diretto la testata on line 'CorrierediTaranto'.

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